 Pietro Foresti
| Il cavalier Pietro Foresti (1854-1926), imprenditore del truciolo tra i maggiori in Italia a fine Ottocento è esponente di una nobile famiglia che aveva anche nel passato avuto legami con l’arte grazie a commissioni importanti (1634, per l’altare di famiglia nel Duomo di Carpi Luigi Foresti commissiona a Matteo Loves, pittore legato al Guercino, la pala con San Filippo Neri e San Giuseppe; 1680, l’omonimo arcidiacono Luigi Foresti fa posizionare sulla facciata della stessa chiesa carpigiana le statue seicentesche di San Pietro e San Paolo, che ancora la decorano, realizzate dallo scultore carrarese Tommaso Lazzoni). Era un collezionista onnivoro e dotato di ingenti mezzi finanziari tanto che nel 1897 gli eredi gli vendettero quella che era all’epoca considerata la maggiore raccolta artistica di Carpi, di proprietà del canonico della Cattedrale Giovanni Franciosi. Si può questo considerare il primo importante << passaggio di testimone >> tra i maggiori collezionisti della città, secondo un club esclusivo di amatori d’arte, che nel Novecento comprese l’industriale Umberto Severi e oggi Alberto Marri, intenti a dare la massima visibilità pubblica possibile ai loro tesori.
Cenni sulla famiglia Franciosi |